Karate Goju-Ryu

La nascita di questo stile, più precisamente di questo modo di intendere e praticare Karate (KARA = vuota, TE = mano), trae origine da alcuni sistemi di combattimento cinese (Kung-­Fu) e si trasforma prima nell’isola di Okinawa ed in seguito si perfeziona in Giappone. E’ basato sul combattimento senz’armi a corta distanza, risalente all’esperienza maturata dal maestro Chojun Miyagi, che dopo aver studiato presso il praticante più anziano ed illustre del Naha-te Kanryo Higahonna (Shihigahonna o Higashionna, secondo diversi modi di lettura), fondò un vero e proprio stile di combattimento, ove movimenti duri o forzati si combinano con movimenti morbidi o cedevoli, complementari fra loro.
Prima di elencare ed analizzare nel dettaglio le caratteristiche dello stile di karate Goju-Ryu dobbiamo fare due grosse distinzioni: 1- L’arte marziale nata ad Okinawa sviluppato da Chojun Miyagi. 2- L’evoluzione successivamente elaborata da Gogen Yamaguchi.


La prima è una vera arte di combattimento, poco adatta alle moderne competizioni di karate. Infatti L’Okinawa-den Goju Ryu Karate-do nel 1998 è stato riconosciuto come un Koryu (tradizione classica) dal Dai Nippon Butokukai ed è l’unico sistema di karate che vanta questa distinzione.
La seconda è una versione aggiornata ed adattata alle esigenze dei giorni nostri, proiettate più sulla fase agonistica sportiva che all’auto difesa, utilizzando tecniche più ampie ed eleganti.
Questa disciplina unisce le tecniche tradizionali di Okinawa con i principi cinesi sia interni che esterni.
La cedevolezza, principio interno (ju), considerato la parte morbida dello stile si concentra su movimenti circolari e sullo sviluppo del chi (energia vitale), mentre il principio duro (go) esterno, si basa sulla forza fisica.
La combinazione di questi principi di distanza ravvicinata rende il Goju-ryu un sistema di combattimento adatto all’auto difesa, che si concentra sull’efficienza dei movimenti e alla forza fisica personale. In pratica è un sistema basato sulla sintesi delle principali tecniche di tipo lineare con morbidi movimenti circolari.
Una qualità di questo sistema è l’enfasi con cui vengono portate le combinazioni di tecniche circolari, considerate morbide e atte all’azione di bloccaggio, con rapide contromisure quali proiezioni, lussazioni, ecc. eseguite in rapida successione e finalizzate poi con tecniche considerate forti (atemi).




Lascia un commento